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Come volevasi dimostrare, dopo il primo freddo il caldo non è più tornato. Il caldo ma non caldissimo che questa estate piovosa ci ha fatto assaggiare.
Adesso sta arrivando ottobre, con annesse tutte le conseguenze che porta. In primo luogo l’autunno, poi il momento delle decisioni importanti. Parigi, rimandata di qualche mese, il tempo necessario per frequentare questo master del costo di un utilitaria.

Intanto che aspetto nomi e conferme sono nuovamente entrato dentro Call of Duty 4, questa volta online. E’ da due giorni che io e mastro non ci stacchiamo dalla Play 3. La riscoperta dei videogiochi arriva sempre con il periodo invernale, quasi come se inconsciamente cercassi qualcosa di alternativo da fare quando il tempo non permette di fare grandi cose e il morale lo segue a ruota.
La D700 non è ancora tornata e come era ovvio in questi giorni tra un acquazzone e l’altro ci sono stati degli scorci di luce calda stupendi e via garibaldi era piena di turisti dotati di reflex che scattavano immortalando questo e quel dettaglio.

Stanno prendendo forma nuovi progetti per svagarci un po e non sentire il freddo dell’inverno entrarci nelle ossa. Nuovi progetti, di uno se ne parla già da mesi.
Domani intanto è ancora week end.





Lo so. Sono un bambinone. Ma questo gioco è davvero il capolavoro assoluto nella sua categoria.
Ieri sera non riuscivo ad addormentarmi, così ho preso in mano la mia PSP e ho concluso l’avventura di CRISIS CORE Final Fantasy VII, l’ultimo uscito dell’antologia di FFVII che racconta le avventure di Zack immediatamente precedenti ai fatti narrati in FFVII.
Per dare un idea di cosa si tratta, Final Fantasy è una serie di giochi di ruolo giapponese della Squaresoft. Ogni capitolo della saga ha personaggi, trama e ambientazioni differenti. In particolare il settimo capitolo della saga, Final Fantasy VII appunto, è passato alla storia perchè ha segnato il connubio tra la serie e la console della sony. La trama, la cura per la storia dei personaggi e l’ambientazione del gioco l’hanno fatto diventare subito un must per gli appassionati del genere, trasformando moltissimi utenti della play station in autentici appassionati di rpg. Io per primo.
Final Fantasy VII è uscito nel lontano 1997, bel undici anni fa, e ancora oggi fa parlare di se.
Narra delle avventure di Cloud, un ex soldato della ShinRa società di fornitura di energia che detiene una sorta di dittatura politico-tecnologica nel mondo in cui è ambientato il gioco. La ShinRa utilizza l’energia vitale del pianeta e la trasforma in energia utilizzabile, attraverso i reattori Mako, creando moltissimi danni al pianeta. Così è nato un gruppo armato di ribelli ecoterroristi, chiamato AVALANCHE. Cloud dopo una serie di avventure perde la memoria a causa di alcuni esperimenti sul suo corpo, torna a Midgar, la capitale, come membro dell’avalenche. Il gioco inizia qui. La storia è piuttosto nebulosa e raccontata con dei Flashback in FFVII.
CRISIS CORE parla proprio di tutto cio che accade prima, spiega come mai Cloud diventa ribelle, chi è Zack, il personaggio che compare più volte nei flashback.
Finendo CRISIS CORE mi sono immerso nuovamente nell’avventura a cui avevo giocato dieci anni fa, che mi è rimasta talmente impressa da comprarmi i film usciti in seguito proprio su FFVII e infine CRISIS CORE.
Il filmato finale arriva proprio all’attimo in cui Cloud irrompe in Midgar, con la mitica Buster Sword (di cui si spiega la storia), sul treno diretto al Sector 1 della città.

Adesso si parla di un Remake di FFVII per PS3. Non so cosa aspetti la Square sinceramente, a giudicare da quanto in rete si parli ancora di questo gioco a distanza di anni, è palese quanto un remake possa veramente fruttare moltissimi soldi sia alla Square che alla Sony, che incrementerebbe clamorosamente la vendita di ps3, chiudendo la guerra delle console in un colpo solo.
Io personalmente, incrocio le dita.

Intanto guardate questo video sulla buster sword di Cloud…!





E’ un periodo che ci penso. E’ una cosa affascinante che apre nuove possibilità. Ti fa venire voglia di provarci. Inizi a credere che è tutto li a portata di mano, basta solo sapere da dove partire. E’ l’ennesima dimostrazione che volere è potere. A parte qualche piccola eccezione.
Insomma, una breve serie di collegamenti interpersonali e tac, ti trovi al telefono con George W Bush. O con il più sperduto pescatore della polinesia. Assurdo. Ma affascinante.
Poi per come sono fatto io potrebbe essere quasi pericoloso per me stesso.
La corsa verso la realizzazione personale, quella corsa che quando terminerà ti farà guardare indietro, e in quel momento vorrai poter dire “beh, però!”; ecco quella corsa passa irrimediabilmente attraverso personaggi più o meno importanti, anche se solo per lo scopo. E sapere che quei personaggi sono a sei gradi di separazione da me un po mi rincuora!
Intanto domani parte Ale. Tu sicuramente questa teoria l’hai capita è l’hai fatta tua. E sicuramente il treno non lo perdi. Ti stimo per questo tuo modo di fare. Ti ho sempre ammirato.
Forse come dicono tutti i saggi di questi tempi, a ventanni i treni sono tanti che ti senti in stazione. Ma forse a ventanni la stazione è Porta Nuova, a 40 ti ritrovi bloccato a Montanaro a fare autostop. Se non peggio.

Se ti accontenti di poco sei destinato a perdere pure quello. Non bisogna mai smettere di lottare per arrivare più su. Altrimenti prima o poi, irrimediabilmente abbasserai la guardia. E in quel momento ti accorgerai di quanta gente è stata li ad aspettare proprio questo.

Preferisco i progetti ambiziosi, sembra banale ma negli ultimi anni mi sono accorto di quanto la gente parli di ambizioni ma si accontenti delle banalità alla portata.
Progetto ambizioso. Me le cerco le insicurezze e i crucci. E poi mi dicono che sono pieno di capelli bianchi.


8th
Set




Primo giorno Torinese dopo le vacanze. Primo giorno forse dell’ultimo periodo torinese da studente. Sta finendo quella parentesi che tutti ricordano nella loro vita, gli anni da universitari. E ovviamente il pensiero un po’ mi rattrista. Uscendo dalla palestra e guardandomi intorno osservavo come è bella questa città illuminata dalla luce delle calde ore pomeridiane di questo finire d’estate. La tentazione di prendere in mano la mia D700 e scattare qualche foto è tanta, ma come sempre nei momenti migliori non è con me. Anzi è in Nital per un controllo di routine post estate.
Tornato da pochi giorni da Saint Tropez, già sento la mancanza di quei luoghi così vicini ma così lontani come vita. Tornando per qualche ora a Ivrea mi sono reso conto per l’ennesima volta di come li invece la situazione è sempre immutata, anno dopo anno. E la cosa mi diverte ormai.
I progetti futuri sono come sempre tanti, e come sempre ambiziosi. Altrimenti non ci si diverte, o almeno così sento che mi sto impegnando a non sprecare la vita.
Ieri venendo a Torino sono rimasto colpito da questa frase di mio fratello che fondamentalmente riassume diverse situazioni in cui mi trovo spesso.

Adesso sono qui a scrivere due righe per immortalare queste sensazioni incasinate, mentre fuori dalla finestra persiste quella luce calda che vorrei fotografare e mentre tu sei seduta in un aula ad aspettare il tuo turno per questa fantomatica interrogazione di storia contemporanea. Spero di averti aiutata almeno un po. Mi sono anche divertito a riprendere in mano quei libri. E come sempre ci si accorge tardi di queste cose, ma leggere quegli argomenti non da studente me li ha fatti riscoprire, rendendoli piacevoli interessanti e a tratti avvincenti.

Divagazioni. Chissà cosa ci sta riservando l’inverno. Mah.


27th
Ago




Neanche il tempo di annoiarmi che sto ripreparando la valigia. Non posso resistere alla tentazione di non perdere nemmeno un minuto d’estate, così prendo le mie cose, Ila e la Brera e via per una dieci giorni in costa azzurra. In realtà era un anno che aspettavo questo giorno. Lo stupendo ricordo lasciato dall’anno scorso mi ha accompagnato per trecentosessantatregiorni, lasciando viva la voglia di ritornare a respirare lavanda in riva al mare sorseggiando qualcosa di buono.
Questa volta con la mia D700 e corredo, forse l’unico rimpianto dell’anno scorso. I luoghi, le luci e i colori di Saint Tropez e dintorni devono essere immortalati, perchè se è vero che una buona immagine la fa il fotografo, è anche vero che con dei posti del genere è più facile! :-P
Breve sosta ad Ivrea per raccogliere le camice e le quattro cose che domenica sera sono state erroneamente vomitate fuori dalla valigia della barca. Lavate e stirate, pronte per essere sporcate dinuovo.
Abbandono la noia mortale di Ivrea ancora una volta, ma questa non potrò collegarmi molto spesso al blog e ad hattrick… perchè quest’anno mi sa che avrò qualche problema di connessione dall’estero.

Sono asuefatto dall’intensita della vita. Ma non mi basta mai.

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