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10th
Apr




Stasera ho fatto tardi. Ho salutato Lore salendo a due, a due, i gradini della scala che porta verso l’uscita. Chiudendo la porta vetrina mi sono gettato a passo svelto su via Bligny. Ho fatto tardi dicevo. Raramente in questi anni mi è capitato di uscire dalla palestra in Aprile, mentre fuori faceva già buio.
Stasera però, seguendo la strada a memoria, la mia attenzione è stata rapita dalla luna calante, che sovrana dominava sopra pizza Castello in lontananza. Ho percorso via Garibaldi, la mia via, con lo sguardo fisso su di lei, e perso nei miei pensieri la osservavo gigantesca e assonnata, come se volesse dirmi qualcosa. Qualcosa che però ancora non riesco ad ascoltare.
L’aria fresca di questa stagione in Torino mi fa un po’ rabbrividire. Mi godo l’attimo sniffando un po’ l’odore della città; odore che risale dal fiume Po e invade tutte le vie, da Mirafiori a Venaria. Quest’odore che ha caratterizzato gli ultimi sette anni della mia vita.
Sette anni. Quante cose sono successe. Quanto ero diverso. Quanto ero bambino. Mi affaccio al balcone sulla via, con la mia sigaretta tra le labbra, pensando. Una marea di momenti si rincorrono nella mia mente. Una marea di sensazioni che come sempre apprezzi a fondo dopo averle vissute. Imparare a vivere da solo, capire cosa vuol dire e goderne i vantaggi. Innamorarsi. Di una ragazza per metà figlia di questa città. E per l’altra metà, come me, figlia del mare calabrese.
Ero venuto a Torino per frequentare l’università. Rincorrere per anni la laurea. Bazzicare la notte da un locale all’altro, da una festa all’altra. E quando tutto finisce, quando ti senti più grande, nel cuore ti resta un po di nostalgia di quegli attimi da universitario che sai che non torneranno.
E tante volte li sento qui sotto, i ragazzi, matricole del 2009, che vivono dall’inizio questa esperienza e cantando attraversano la via a qualunque ora del giorno e della notte.
Ancora non lo sentono questo odore. Che io sniffo come il contenuto di un campioncino di CK Be, per non perderne nemmeno una nota del suo aroma.
Tiro l’ultima nota della mia Merit e con uno schiocco lancio il mozzicone verso quel maledetto cestino. Sempre distante inquantificabili variabili, che sul lastricato si misurano in centimetri.
Chiudo la finestra. Ora lo so. Questa adesso, è la mia città.


8th
Apr




Cavolo quanto tempo che non mi collego. Mi è mancato scrivere qui. Ma questo non vuol dire che non ho scritto da nessuna parte. Infatti ho scritto, pagine e pagine, prese a caso; avolte semplici pezzi di carta recuperati sul tavolo. Ho ripreso il mio corsivo, ho un organizer e una mont blanc stilo attaccata ad esso.
Ho una scrivania, un pc e un sacco di riunioni. Che spesso finiscono alle nove di sera. Ho una fidanzata che mi aspetta e che mi manca quando non c’è. Una ragazza che quando si stringe appoggiandosi su di me mi da tutta la dolcezza di cui ho bisogno, in un unico istante. Ho la sua pelle, calda la notte. Con un profumo delicato che sembra chiedermi baci. Ho le sue attenzioni e il suo bisogno di amore. E ho bisogno di amore anche io.
Solo pochi secondo di ogni giornata ti restano impressi in qualche modo. E’ difficile individuarli. Ma se li trovi e li vivi mentre trascorrono puoi gia ritenerti soddisfatto.
Tutto il resto è una frenetica attività, orientata ad obiettivi lontani che cambiano e si trasformano a seconda di variabili indefinite.
Pochi mesi che hanno segnato un giro di boa. L’ennesimo. Scopri il tuo interesse, la tua passione. Dai strumenti alle tue capacità. Li stessi strumenti con i quali speri di poter realizzare i tuoi sogni.
I sogni. Quasi rischi di perdere di vista quei pochi attimi di cui parlavo prima, a causa dei sogni.
Ti riscopri diverso e cerchi di capire cosa effettivamente sia cambiato.
E ho paura della fiducia. Ho paura delle aspettative. Non mi era mai capitato prima. Forse è solo una mia sensazione. Ma non sono abbastanza grande per occuparmi di tutte queste cose. Molte delle quali ho sentito nominare appena qualche mese fa. E che oggi hanno preso le dimensioni di progetti/problemi dei quali a malapena riesco a delineare il perimetro. A sondarne le estremità. Oltre non si sa. Forse gli strumenti non sono sufficienti. Forse non li uso nel modo corretto. O forse ho paura di applicare l’adeguata forza. Perchè la forza, se usata scorrettamente crea danni. E non posso permettermi di fare danni.

Tanto per cambiare ieri ho pagato le multe. Altri quattrocento euro che do in beneficenza al comune di Torino. Cazzo di ladri bastardi. Se becco un vigile che mi fa la multa lo secco prima che punti gli occhi sulla targa della mia brera.

Il centralino ha una nuova canzone, a beautyfull day. Ha proprio ragione.


20th
Gen





Zed di “Saw l’enigmista” è Ben di Lost.
Per stasera ne ho abbastanza di scoperte Hollywoodiane.
Notte.


6th
Gen




Da una giornata lavorativa stancante tra toscana e liguria.
Dalle feste di natale sfiancanti dal punto di vista alimentare, che hanno lasciato segni evidenti!
Dalla Vodafone, che fa sempre casini e non è mai capace a risolvere i problemi.
Da un full-immersion nel BlackBerry Storm! Un gioiellino che recensirò nonappena la vodafone mi riattiverà tutti i servizi!
Da tutta questa neve e questo freddo che non mi fanno uscire da sotto il piumone, in questa giornata della befana che per me è iniziata alle 13.

Tredici anni fa era un bruttissimo momento. Me lo ricordo come se fosse ieri.


25th
Dic




Reggio a Dicembre mi fa un po strano. In realtà mi sembra estate in ogni cosa. Come sempre qui.