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Quando una leggenda metropolitana naviga sul web

Giovedì, Maggio 22nd, 2008

Il Web, osannato (anche dal sottoscritto) strumento di comunicazione ed informazione multimediale, onnipresente e onnipotente, è  un’arma a doppio taglio. Almeno sotto l’aspetto dell’informazione.
A quanti di voi, magari anche quotidianamente, capita di aprire e.mail di parenti e amici, dagli oggetti con toni scandalistici, che auspicano alla mobilitazione delle masse per quello o quell’altro caso.
Slogan del tipo “non rimanere indifferente!!” oppure “ci serve il tuo aiuto!!”, invitano ad inoltrare il messaggio a quanti più contatti possibile. Si tratta dell’ancora attualissima formula della catena di sant’antonio , che grazie al web può raggiungere una capillarità senza precedenti. Infatti, fenomeni che prima rimanevano perloppiù locali, oggi raggiungono dimensioni internazionali. E’ evidente che la diffusione di bufale o calunnie attraverso questi strumenti, non può che danneggiare l’aspetto informativo della rete, oltre a fomentare accuse e spesso sentimenti razzisti nei confronti di questa o quella nazione.
E’ il caso, per esempio, della leggenda metropolitana degli “Orientali mangia bambini”. Ormai da anni circolano mail in lingue che passano dall’inglese allo spagnolo all’italiano, contenenti immagini di persone orientali che mangiano feti di bambini, fatti abortire prematuramente per favorire questo presunto settore dell’industria alimentare domestica.
Le nazioni accusate di cannibalismo sono cambiate negli anni, passando dalla Cina, al Tiwan e oggi anche la Tailandia.
Le immagini, pesanti ed eccessivamente crude, in realtà provengono semplicemente da una mostra d’arte avvenuta nel 2000, intitolata “Eating People” che letteralmente ha un duplice significato: “Persone che mangiano” oppure “Mangiando persone”. L’artista che ha creato questa rappresentazione di Arte Concettuale è Zhu Yu, ed è anche la persona raffiguarata mentre “mangia” il feto di un neonato.
Ma questa è soltanto una delle tantissime bufale che circolano per la rete, accusando multinazionali, nazioni, o minoranze etniche, di crimini di ogni genere, andando a favorire la disinformazione e danneggiando uno degli aspetti, a mio avviso, più importanti del web.
Per fortuna esistono siti che combattono questa crociata contro i “pallisti”, raccogliendo queste e.mail e aprendo inchieste. Per esempio snopes.com che in questa pagina affronta proprio l’argomento trattato da questo post.

Quindi ragazzi attenti. Prima di inoltrare fermiamoci a riflettere, e se davvero l’argomento ci sta così a cuore cerchiamo sulla rete delle conferme. Non aiutiamo questi fomentatori a diffondere idiozie danneggiando uno strumento così importante.